SCIARPA/PAVONE

Buonasera,
ho deciso di dilettarmi in qualcosa di diverso così ho preso il pennello in mano, ho disegnato per creare dei pattern invernali per tessuti, ho poi preso un pezzo di lino e ci ho dipinto un particolare di pavone per comprendere la tecnica di pittura su stoffa. Ecco il risultato!







Foulard "Pavone"

ALCUNE IMMAGINI DA UN MIO SKETCHBOOK

Buondì, scusate se non aggiorno molto spesso i blog ma la vita dello studente è più occupata di quello che sembra! =)...
Oggi ho deciso di pubblicare qualche immagine contenuta nel mio "work in progress" sketchbook perché vorrei tanto riuscire a farvi ripercorrere lo stesso percorso mentale che ho fatto io per realizzare abiti e accessori.
Se siete stufi di vedere sempre le solite cose... beh tranquilli sto lavorando a qualcosina di nuovo! e... si... anche questa volta centra il libro "L'enigma del solitario" ... come ho già detto.. quel libro mi affascina perché leggendolo 200 volte noteremo ogni volta qualcosa di diverso in base all emozione che stiamo provando... forse è un po' come quell'anello che cambia colore a seconda dell'umore...
Ho poi realizzato anche alcuni schizzi pensando a delle stampe invernali per foulard... magari presto metterò anche quelle ...
Un saluto
Marika

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Questa sarebbe diventata la borsa a 3 pezzi staccabili

Il cappotto sotto forma di schizzo-collage e a destra alcuni schizzi della pigna di magnolia

Gli stivali una volta arrotolati occupano pochissimo spazio e mantengono la forma!

Sketch partendo dalla pigna di magnolia per arrivare a una figura( grande a destra) che potrebbe anche essere una scarpa, o un abito, una borsa.. e perché no un gioiello! 

Cartamodello dei pantaloni...un incubo ahah

ECCO COME MI PIACE LAVORARE...

Alcune immagini di Work in progress

Questo sarà un cappotto! 


La telina dell'abito 

LE SCARPE / THE SHOES

Le scarpe della mia collezione non sono semplici scarpe come quele che si troverebbero in una normale boutique, ma mirano a soddisfare pienamente chi le indossa... Lo stivale ad esempio si adatta a tutti i polpacci siccome dotato di una serie di ganci invisibili all'esterno, mentre il tronchetto con la sua soffice soletta imbottita e grazie alle varie "aperture" fa sembrare rilassante anche una passeggiata da 5 ore... un'ulteriore particolarità è che le 4 scarpe possono essere indossate sia sul piede destro che a quello sinistro..
... ecco come sono nate!:

"Quando ci è stato detto di procurarci una forma per scarpe , io ho pensato subito a mia nonna, spesso da piccola giocando infatti l'avevo vista fare lavori strani, cucire suole e infine prendere questi “piedi di legno”, ritagliare una “U” da un pezzo di velluto molto spesso e mettercelo sopra per, misurarlo poi decorarlo a fiori e infine unirlo alla suola con un bel po di punti fatti rigorosamente a mano e con filo cerato.Un giorno poi, non molto tempo fa, ho deciso di chiederle spiegazioni al riguardo, annotandomele bene e facendole promettere che prima o poi mi avrebbe insegnato.
Ma un bel giorno, dopo aver realizzato la mia prima scarpa mi sono accorta che non era ne destra ne sinistra e per curiosità ho chiamato subito la nonna per chiederle informazioni sul suo “piede di legno”... non mi sbagliavo, non era né destro né sinistro... le forme “di una volta” venivano fatte in casa e la scarpa (che si chiamava scarpet) veniva utilizzata un giorno su un piede e un giorno sull'altro, solo così questa poteva conservare la sua forma e durare anche di più perché cambiandola di piede tendeva a logorarsi meno.
Ai tempi soldi purtroppo nei piccoli paesini non ce n'erano, per il cibo ci si arrangiava coltivando patate e fagioli e allevando galline e conigli...ma le scarpe non si potevano comprare e bisognava metterle, sia per il troppo freddo, sia perché in chiesa ci si andava ogni domenica anche se non si aveva la forza di alzarsi dal letto per il troppo lavoro (Li non ci si poteva presentare mal vestiti o senza scarpe). A questo punto le donne del paese [ Sia ben chiaro che non saprei identificare un anno perché mia nonna ricorda ancora la sua “straponze”(cucire in modo molto fitto le solette delle scarpe)] decisero di utilizzare i vecchi abiti ( e per vecchi si intendono abiti inutilizzabili e non rattoppabili) e di usarli per fare suole per scarpe. Mia nonna mi ha mostrato orgogliosa il suo ago triangolare per “straponze”che ai tempi vedevo come una cosa stranissima e meravigliosa allo stesso tempo e ora so che è un semplice ago per pelle molto grande...
La soletta era quindi letteralmente costruita con micro-pezzettini di stoffa cuciti l'uno all' altro a formare un foglio; poi molti fogli uno sull'altro formavano una suola che dopo una prima imbastitura veniva tagliata a misura. Il passo successivo era il più duro della realizzazione di tutta la scarpa, bisognava trapuntare la suola, a mano e in modo che lo scarpet non si rompesse e per realizzarne due ci poteva volere anche una settimana.


Per pura coincidenza qualche giorno fa mio zio, pochi anni più giovane di mia nonna ma nato in una vallata parallela ( a mio parere più ricca) mi ha raccontato dei loro “scarpet”. Nelle valli a nord di Longarone infatti esisteva una gomma nera e spessa che veniva messa sotto alle suole trapuntate in modo da logorarle meno. Ho fotografato uno scarpet e vi consiglio di guardare la suola, ma solo toccandola potrete capire com'era solida e dura. Tutto il bordo tra suola e tomaia era poi “protetto da una cucitura molto fitta che e se si rompeva veniva sostituito".
Concludendo, ho quindi creato scarpe pensate per un piede destro o uno sinistro ma che in verità possono essere calzate a piacere.
PER CHI FOSSE INTERESSATO ALL'ARGOMENTO:

PRIMA COLLEZIONE /FIRST COLLECTION


Hey! I added some more pictures on Picasaweb! Have a look!
Ho aggiunto alcune foto su picasaweb! Guardatele!

https://picasaweb.google.com/105371711288677201870/PRIMACOLLEZIONEFIRSTCOLLECTION?authkey=9wjMMGs5Kk0#

PRIMA COLLEZIONE

Per realizzare questo progetto ho preso come oggetto di ispirazione la pigna dell'albero della magnolia, caratterizzata da "molte piccole celle a goccia" che aprendosi lasciano vedere un bellissimo seme rosso intenso. Da qui poi è nata una lunghissima riflessione sulla natura e sulla sequenza di fibonacci che sembra ne determini la struttura a spirale logaritmica.
Essendo poi la sequenza associata anche al rettangolo aureo e essendo questo spesso utilizzato in architettura ho pensato di unire questi due mondi estremi, quello della natura e quello dell'architettura, creando qualcosa di confortevole, ma allo stesso tempo con una forma ben definita.
Ed è così che le linee fluide della spirale incontrano un rigore strutturale che sta alla base del capo.
Per la scelta dei tessuto ho voluto rappresentare a modo mio "il seme rosso e il suo involucro" utilizzando della pelle rossa per la parte interna e del panno di lana nero non uniforme che mi dava l'idea di una "crosta dura e lignea"per quella esterna. Nel caso delle scarpe e borse poi ho utilizzato anche della pelle opaca nera.
Le scarpe hanno una suola ricreata dalle suole delle scarpe da giardino e sono espressione dell'intera idea in quanto si può vedere uno sviluppo dalla scarpa chiusa, al tronchetto, per poi passare alo stivale e infine al sandalo in termini di progressiva semplificazione della spirale.
Un'ultima cosa fondamentale è la linea fluida e veloce (presente nei capi e realizzata in pelle rossa) a rappresentare fretta, la vorticosità di una spirale che non ha tempo per fermarsi ma rallenta solo quando è una struttura a frenarla.
Abito

Cappotto

Pantalone 

Niente è come sembra...

Ciao, sono una studentessa di Design della Moda all'università IUAV di Venezia.

La moda che voglio creare è basata sul realizzare qualcosa non per una persona qualsiasi, che si alza al mattino, fa colazione, va al lavoro, sbriga qualche faccenda e torna a letto, ma per i Jolly di questo enorme solitario che è la vita. I miei capi sono pensati per individui che recitano il ruolo dell'individuo che vive la quotidianità ma se ne distacca, per colui che non vuole diventare parte del sistema, ... per qualcuno che vuole distinguersi senza farsi troppo notare. Gioco con i tagli, con i volumi con le linee, insomma gioco così come il jolly gioca!

Il capo d'abbigliamento che più amo realizzare è il capospalla. E' veramente appagante giocare coi volumi in modo da esaltare al massimo il corpo che sta sotto una giacca o un cappotto.

Per realizzare i miei progetti non amo utilizzare i cartamodelli ma piuttosto prendere un manichino, scotch e pezzi di carta e iniziare a comporre direttamente sul "corpo"così da aggiungere, togliere allargare e modificare e in tempo reale vederne i risultati.

Altra cosa che trovo fondamentale è che una volta indossato un capo, non si voglia toglierlo mai, l'abito deve dare autostima, sicurezza e far sentire "bene" dovrà quindi essere comodo ma bello (non vi è mai capitato di indossare una giacca sentirvi come sempre ma dopo una breve occhiata allo specchio rimanere estasiati dalla vostra stessa immagine e sentirvi immediatamente meglio?).

Beh questo è (molto in breve) quello che ho da dire su di me e su ciò che pian piano vi mostrerò in questo blog.

Concludo con una massima:
"l'unico modo per non essere schiacciati dal destino è trasformarsi in un Jolly curioso e impertinente..."