"THE BELLBOYS OF THE BLACK CAT"

Ciao! Eccomi di nuovo qui! ...
...ci è voluto un po' ma durante le creazione di questi nuovi 3 outfit non ho avuto tantissimo tempo da dedicare al blog.
Come potrete vedere dalle immagini i capi realizzati non sono forse molto interessanti ma quello che adoro del mio progetto è tutta la parte concettuale e di ricerca che c'è stata prima della realizzazione!
Questa volta ho deciso di partire da 3 "Immagini"
a) L'album fotografico di mia nonna (concentrandomi sulle foto dagli anni 30 agli anni 50)
b) La cinta di Mobius, figura veramente interessante a mio parere.
c) I "bellboys"... a New York ... immaginavo una NY scura piovosa con tanti bei facchini colorati in giro per la città =D

Dall'unione di questi 3 temi è nata una mini-collezione di abiti composta da una giacca+pantalone (in rosso), una tuta (blu elettrico) e un cappotto (giallo senape). Sotto agli outfit ho deciso di aggiungere delle "cat suite" e dei body in jersey o lycra nera in modo da utilizzare anche questi materiali a me forse più congeniali e che comunque utilizzo da più tempo.
Ho completato la micro-collezione aggiungendo degli accessori per la testa e per i piedi a mio parere molto simpatici:
1) calzini in jersey che assomigliano alle scarpe in pelle bianca e nera di fine 800
2) cappellini in panno di lana nero che rimandano ad un'idea stilizzata del cappello da facchino.

La cosa importante per me era quella di realizzare capi che sembrino ì molto statici e semplici ma che in verità sono composti da pezzi di stoffa che ruotano su loro stessi (come le cinte di mobius) facendo si che non ci sia più differenza tra il dentro ed il fuori, una sorta di "Immobilità in movimento".

La collezione si intitola : "THE BELLBOYS OF THE BLACK CAT"


moodboard
 
catalogo mobius strip

























una sottile striscia bianca può avere infinite forme




















schizzi preliminari

Alcune prove per applicare il concetto di mobius alla giacca base
Alcuni pezzi finali in versione "carta velina " + cartamodello in carta velina della giacca



OUTFIT

   
        
           
Tuta blu elettrico



  
Cappotto Senape/Cammello





              




Osservando bene l'immagine si nota che il pannello che compone il lato sinistro avanti della giacca continua a formare il dietro della manica sinistra che è però un pezzo unico e ha solamente un piccola pince in spalla. L'altra metà ha un solo taglio sulla lunghezza (dalla spalla) della manica.
Giacca e pantaloni rossi.




Particolare polsini



Calzini





Foto "ambientate" = esperimenti con photoshop =)
Foto della modella, fotomontaggi e styling: Marika Poli
Foto di sfondo: Stefania Poli
Modella: Greta Cossalter












SCIARPA/PAVONE

Buonasera,
ho deciso di dilettarmi in qualcosa di diverso così ho preso il pennello in mano, ho disegnato per creare dei pattern invernali per tessuti, ho poi preso un pezzo di lino e ci ho dipinto un particolare di pavone per comprendere la tecnica di pittura su stoffa. Ecco il risultato!







Foulard "Pavone"

ALCUNE IMMAGINI DA UN MIO SKETCHBOOK

Buondì, scusate se non aggiorno molto spesso i blog ma la vita dello studente è più occupata di quello che sembra! =)...
Oggi ho deciso di pubblicare qualche immagine contenuta nel mio "work in progress" sketchbook perché vorrei tanto riuscire a farvi ripercorrere lo stesso percorso mentale che ho fatto io per realizzare abiti e accessori.
Se siete stufi di vedere sempre le solite cose... beh tranquilli sto lavorando a qualcosina di nuovo! e... si... anche questa volta centra il libro "L'enigma del solitario" ... come ho già detto.. quel libro mi affascina perché leggendolo 200 volte noteremo ogni volta qualcosa di diverso in base all emozione che stiamo provando... forse è un po' come quell'anello che cambia colore a seconda dell'umore...
Ho poi realizzato anche alcuni schizzi pensando a delle stampe invernali per foulard... magari presto metterò anche quelle ...
Un saluto
Marika

ps: RISOLTO PROBLEMA COMMENTI! E' ora semplice commentare i post, basta infatti selezionare ID anonimo e il commento viene pubblicato!
Questa sarebbe diventata la borsa a 3 pezzi staccabili

Il cappotto sotto forma di schizzo-collage e a destra alcuni schizzi della pigna di magnolia

Gli stivali una volta arrotolati occupano pochissimo spazio e mantengono la forma!

Sketch partendo dalla pigna di magnolia per arrivare a una figura( grande a destra) che potrebbe anche essere una scarpa, o un abito, una borsa.. e perché no un gioiello! 

Cartamodello dei pantaloni...un incubo ahah

ECCO COME MI PIACE LAVORARE...

Alcune immagini di Work in progress

Questo sarà un cappotto! 


La telina dell'abito 

LE SCARPE / THE SHOES

Le scarpe della mia collezione non sono semplici scarpe come quele che si troverebbero in una normale boutique, ma mirano a soddisfare pienamente chi le indossa... Lo stivale ad esempio si adatta a tutti i polpacci siccome dotato di una serie di ganci invisibili all'esterno, mentre il tronchetto con la sua soffice soletta imbottita e grazie alle varie "aperture" fa sembrare rilassante anche una passeggiata da 5 ore... un'ulteriore particolarità è che le 4 scarpe possono essere indossate sia sul piede destro che a quello sinistro..
... ecco come sono nate!:

"Quando ci è stato detto di procurarci una forma per scarpe , io ho pensato subito a mia nonna, spesso da piccola giocando infatti l'avevo vista fare lavori strani, cucire suole e infine prendere questi “piedi di legno”, ritagliare una “U” da un pezzo di velluto molto spesso e mettercelo sopra per, misurarlo poi decorarlo a fiori e infine unirlo alla suola con un bel po di punti fatti rigorosamente a mano e con filo cerato.Un giorno poi, non molto tempo fa, ho deciso di chiederle spiegazioni al riguardo, annotandomele bene e facendole promettere che prima o poi mi avrebbe insegnato.
Ma un bel giorno, dopo aver realizzato la mia prima scarpa mi sono accorta che non era ne destra ne sinistra e per curiosità ho chiamato subito la nonna per chiederle informazioni sul suo “piede di legno”... non mi sbagliavo, non era né destro né sinistro... le forme “di una volta” venivano fatte in casa e la scarpa (che si chiamava scarpet) veniva utilizzata un giorno su un piede e un giorno sull'altro, solo così questa poteva conservare la sua forma e durare anche di più perché cambiandola di piede tendeva a logorarsi meno.
Ai tempi soldi purtroppo nei piccoli paesini non ce n'erano, per il cibo ci si arrangiava coltivando patate e fagioli e allevando galline e conigli...ma le scarpe non si potevano comprare e bisognava metterle, sia per il troppo freddo, sia perché in chiesa ci si andava ogni domenica anche se non si aveva la forza di alzarsi dal letto per il troppo lavoro (Li non ci si poteva presentare mal vestiti o senza scarpe). A questo punto le donne del paese [ Sia ben chiaro che non saprei identificare un anno perché mia nonna ricorda ancora la sua “straponze”(cucire in modo molto fitto le solette delle scarpe)] decisero di utilizzare i vecchi abiti ( e per vecchi si intendono abiti inutilizzabili e non rattoppabili) e di usarli per fare suole per scarpe. Mia nonna mi ha mostrato orgogliosa il suo ago triangolare per “straponze”che ai tempi vedevo come una cosa stranissima e meravigliosa allo stesso tempo e ora so che è un semplice ago per pelle molto grande...
La soletta era quindi letteralmente costruita con micro-pezzettini di stoffa cuciti l'uno all' altro a formare un foglio; poi molti fogli uno sull'altro formavano una suola che dopo una prima imbastitura veniva tagliata a misura. Il passo successivo era il più duro della realizzazione di tutta la scarpa, bisognava trapuntare la suola, a mano e in modo che lo scarpet non si rompesse e per realizzarne due ci poteva volere anche una settimana.


Per pura coincidenza qualche giorno fa mio zio, pochi anni più giovane di mia nonna ma nato in una vallata parallela ( a mio parere più ricca) mi ha raccontato dei loro “scarpet”. Nelle valli a nord di Longarone infatti esisteva una gomma nera e spessa che veniva messa sotto alle suole trapuntate in modo da logorarle meno. Ho fotografato uno scarpet e vi consiglio di guardare la suola, ma solo toccandola potrete capire com'era solida e dura. Tutto il bordo tra suola e tomaia era poi “protetto da una cucitura molto fitta che e se si rompeva veniva sostituito".
Concludendo, ho quindi creato scarpe pensate per un piede destro o uno sinistro ma che in verità possono essere calzate a piacere.
PER CHI FOSSE INTERESSATO ALL'ARGOMENTO:

PRIMA COLLEZIONE /FIRST COLLECTION


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Ho aggiunto alcune foto su picasaweb! Guardatele!

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